BUONA ESTATE A TUTTI!
BUONA ESTATE A TUTTI!
La serata comincia con il viaggio in macchina in compagnia dell’allegra famigliola del bambino più antipatico della classe. Tutto suo padre. E sua madre.
Mezz’ora di macchina fra le amene campagne padane. Perché? Forse che si va nel miglior ristorante del torinese? Forse che si va in un lieto agriturismo dove ci sollazzeremo mangiando tomini al tartufo e bunet fatto in casa il tutto innaffiato da un sincero rosso delle langhe?
No.
La pizzeria (dal nome tedesco) si divide un capannone nella zona industriale di Buttigliera con un ingrosso di ferramenta.
Ed ecco stralci di conversazione:
“Sta mangiando? Ha mangiato?”
“Ne ha mangiata mezza”
“Stanno andando a giocare fuori? Ma ci sono le zanzare! Presto Agilulfo, corri a mettergli l’Autan”
“Le zanzare? Come le zanzare!? Mia figlia se c’è una zanzara nel raggio di dieci chilometri, guarda! Non è che hai un po’ di Autan da prestarmi?”
“Come no, lo porto sempre con me! Sai com’è, mio figlio, se c’è una zanzara nel raggio di venti chilometri, guarda!”
“Uuuh! Mai quanto il mio! Lui se c’è una zanzara nel raggio di trenta chilometri, guarda, non hai idea!”
“Zanzare? Ah, non vi preoccupate per i vostri figli, tanto se c’è la mia, beccano lei di sicuro!”
“E allora, e allora, a quando un altro?” (questa che parla adesso è la maestra A. Credo che abbia un piano per ripopolare la terra esclusivamente con esemplari di razza savoiarda)
“Mah, direi che basta, Maestra A! Ne abbiamo già 3!”
“Oh, mai dire mai! Dove si mangia in 5 si mangia in 6!”
“Oh, beh, è vero, mia figlia non è molto brava a disegnare, però scrive già il suo nome!”
“Ma anche la mia! E lei fa dei disegni, ma dei disegni, meravigliosi! Mi chiedo da chi abbia preso questo talento, io non so affatto disegnare!”
“Il mio scrive il suo nome, e sa contare fino a 100!”
“Il mio conta sempre, passa le giornate a contare! E riconosce tutte le lettere!”
“Il mio legge speditamente, scrive i nomi di tutta la famiglia e conta fino a
“E allora, e allora, a quando un altro?” (Sempre
“Credo che ci fermeremo a due, sai com’è…”
“Ma noooo! Perché? Meno di tre non ha senso, e poi non la volete la femminuccia?”